giovedì 8 luglio 2010

LA LITURGIA DEL GIORNO - XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)





















Grado della Celebrazione: DOMENICA

Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Sal 17,15)

Colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità,
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Dt 30,10-14)

Questa parola è molto vicina a te, perché tu la metta in pratica.

Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: “Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Non è di là dal mare, perché tu dica: “Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 18)

Rit: I precetti del Signore fanno gioire il cuore.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.

SECONDA LETTURA (Col 1,15-20)
Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi
Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua crocesia
le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 6,63.68)

Alleluia, alleluia.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.
Alleluia.

VANGELO (Lc 10,25-37)
Chi è il mio prossimo?

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».   Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Cristo non ci chiede di vivere la sua parola da spettatori esterni. La fedeltà alla propria missione gli è costata la vita. Anche noi, per essere Cristiani, dobbiamo dare noi stessi.

Preghiamo insieme e diciamo: Signore, fa’ che la tua parola s’incarni in noi.

1. Perché non rimandiamo mai nessun atto d’amore ad un ipotetico domani. Preghiamo.
2. Perché la nostra fedeltà alla giustizia sia all’altezza di quella che chiediamo agli altri. Preghiamo.
3. Perché impariamo a considerare la sequela di Gesù una scelta che realizza la nostra vita. Preghiamo.
4. Perché ci ricordiamo sempre che molti degli atti più grandi nell’amore sono stati compiuti dai piccoli e dagli ultimi. Preghiamo.
O Padre, la tua forza supera di gran lunga la nostra. Aiutaci a fare il bene anche quando le nostre possibilità vacillano. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte

Guarda, Signore,
i doni della tua Chiesa in preghiera,
e trasformali in cibo spirituale
per la santificazione di tutti i credenti.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione

Il passero trova la casa, la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio ree mio Dio.
Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi. (Sal 84,4-5)

Preghiera dopo la comunione

Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa,
fa’ che per la comunione a questi santi misteri
si affermi sempre più nella nostra vita
l’opera della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
Il brano del vangelo di oggi non ha certo bisogno di spiegazione, perché è chiaro come l’acqua. Iniziamo con un appunto iniziale. Due domeniche fa il vangelo parlava di alcuni samaritani che non volevano accogliere Gesù e i suoi discepoli che erano diretti a Gerusalemme; oggi Gesù ci presenta addirittura un samaritano come modello da imitare. Forse il vangelo lo mette sul piedistallo per farci capire che a questo mondo c’è di tutto e che dobbiamo rifiutare i giudizi troppo generalizzati sulla condotta delle persone.


MEDITAZIONE

(Il maestro della Legge)
Il maestro della Legge non era in buona fede, poiché voleva mettere in difficoltà Gesù, ma non lo ringrazieremo mai abbastanza per il suo intervento. Forse, senza di lui, non conosceremmo il Buon Samaritano, la parabola di Gesù che è il fondamento della nostra condotta.
Il maestro della Legge fece questa domanda a Gesù: "Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna"? E Gesù gli risponde con un'altra domanda: "Che cosa è scritto nella Legge? Che cosa vi leggi"? Con la sua risposta il maestro della Legge rivela di conoscere bene la Bibbia. Gesù gli dà la ragione e gli dice che se mette in pratica quello che ha detto vivrà. Lui, però, chiede ancora a Gesù, "volendo giustificarsi” che gli spieghi chi è questo prossimo che bisogna amare. Ed ecco la risposta di Gesù: la parabola del samaritano.(Una lezione eccezionale)
Gesù con questa magnifica parabola ci dà una lezione eccezionale. Spesso ci domandiamo: Che cosa devo fare? Che senso ha o può avere la mia vita? Guardiamo, allora, alle parole di Gesù e al suo insegnamento. Sono parole comprensibili da tutti. Una gran lezione che di nuovo ricordiamo oggi. Dobbiamo impararla molto bene, ma soprattutto viverla.
Guardiamo la parabola di Gesù. Il fatto accade lungo il tratto che unisce Gerusalemme a Gerico. Un uomo, vittima di alcuni ladri, rimane gravemente ferito ed ha bisogno di aiuto urgente. Passano di lì un sacerdote ed un levita che non si occupano del ferito. Anzi, girano al largo e proseguono la loro strada. Sicuramente non volevano contagiarsi per non rimanere impuri, poiché la legge diceva che il contatto col sangue e con la morte rendeva impura una persona. E sicuramente essi andavano ad offrire un sacrificio. Sono persone importanti del culto e devono osservare la purezza rituale per poter esercitare le loro funzioni. Non dubitano. La Legge proibiva loro di prestare soccorso. E forse se proseguono con la coscienza del tutto tranquilla. Questa potrebbe essere la spiegazione più benevola del loro atteggiamento.
Qui, come in tante altre occasioni, Gesù si oppone alla Legge, perché dà più importanza al suo compimento che all'attenzione agli altri.Per Gesù, l'amore alla persona è sempre prioritario. L'attenzione ai poveri ed ai bisognosi è la cosa più importante.
(Il Buon Samaritano)
Il samaritano è il centro di questo vangelo. Che cosa fa questo samaritano? Osserviamo bene. Lascia perdere immediatamente tutti i suoi impegni e si dedica totalmente a servire il malcapitato stremato. I samaritani erano considerati eretici dagli ebrei e non parlavano con loro. Inoltre, il posto luogo in cui è ambientata la parabola è territorio ebraico ed anche il ferito era sicuramente ebreo. Il samaritano prescinde da tutto questo e vede solo la persona che ha bisogno di un aiuto urgente.
Luca ci presenta una delle pagine più belle del Bibbia Quante lezioni ci da questo samaritano anonimo! Per questo fatto ha già un nome proprio. È il Buon Samaritano. Il suo nome è entrato nella storia.
Gesù ci propone il Buon Samaritano come un modello per tutti noi. Osserviamo con che affetto ed amore serve il ferito. "Gli fece pena". Ha compassione di lui, cioè: soffre con lui. Fa sua la sofferenza di quel disgraziato. Disinfetta le sue ferite e le benda. Lo carica sulla cavalcatura e lo porta alla locanda... Che prova d’amore! Amore, manifestato nell'affetto e nella tenerezza. Amore efficace e generoso!
(Tu fai lo stesso)
Il vangelo che abbiamo proclamato finisce con le parole di Gesù rivolte al maestro della Legge ed a tutti noi: "Va’, e fai lo stesso". Ora tocca a noi fare come il Buon Samaritano. E possiamo domandarci: "Chi è il mio prossimo?". Il prossimo è quello che mi fa cambiare i piani. Il prossimo è mio figlio, il mio compagno, i miei vicini, i malati che aspettano la mia visita, la persona che deve essere ascoltata. Il prossimo è l'immigrato, la persona che si sente sola, quelli che non hanno i "documenti"... Non so chi potrà essere il mio prossimo oggi, domani… Si tratta solo di essere attenti e di non girare al largo.
Certamente oggi Gesù ci aprirà gli occhi e fortificherà il nostro cuore per farci comprendere quale deve essere il nostro modo di agire. L'Eucaristia è la forza e l'alimento che Gesù ci offre di nuovo oggi per renderci simili al Buon Samaritano.

JOAN SOLER

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