venerdì 8 ottobre 2010

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

          10 Settembre 2010




















Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde


Antifona d'ingresso
Se consideri le nostre colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono,
o Dio di Israele. (Sal 130,3-4)

Colletta

Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia,
Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (2Re 5,14-17)
Tornato Naamàn dall’uomo di Dio, confessò il Signore.

Dal secondo libro dei Re
In quei giorni, Naamàn [, il comandante dell’esercito del re di Aram,] scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola di Elisèo, uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato [dalla sua lebbra].
Tornò con tutto il seguito da [Elisèo,] l’uomo di Dio; entrò e stette davanti a lui dicendo: «Ecco, ora so che non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele. Adesso accetta un dono dal tuo servo». Quello disse: «Per la vita del Signore, alla cui presenza io sto, non lo prenderò». L’altro insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò.
Allora Naamàn disse: «Se è no, sia permesso almeno al tuo servo di caricare qui tanta terra quanta ne porta una coppia di muli, perché il tuo servo non intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad altri dèi, ma solo al Signore».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 97)

Rit: Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

SECONDA LETTURA (2Tm 2,8-13)
Se perseveriamo, con lui anche regneremo.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Figlio mio,
ricòrdati di Gesù Cristo,
risorto dai morti,
discendente di Davide,
come io annuncio nel mio vangelo,
per il quale soffro
fino a portare le catene come un malfattore.
Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.
Questa parola è degna di fede:
Se moriamo con lui, con lui anche vivremo;
se perseveriamo, con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà;
se siamo infedeli, lui rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (1Ts 5,18)

Alleluia, alleluia.
In ogni cosa rendete grazie:
questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
Alleluia.

VANGELO (Lc 17,11-19)
Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero.

+ Dal Vangelo secondo Luca
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Dio ci chiama alla salvezza e alla gioia autentica, e ci chiede di riconoscere come figli l’amore ch’egli ci dona.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore, guidaci alla fonte del tuo amore.

1. Perché la consapevolezza della tua misericordia ci unisca fra noi al di là delle nostre differenze. Preghiamo.

2. Perché impariamo la difficile arte della riconoscenza. Preghiamo.

3. Perché la nostra fede superi sempre il nostro fallimento. Preghiamo.

4. Perché non ci accontentiamo del successo nella vita, ma miriamo alla realizzazione della vita. Preghiamo.

O Padre, la tentazione di dimenticare che la salvezza è dono immeritato e gratuito è sempre in agguato. Donaci un cuore capace di gratitudine e sollecito verso i nostri fratelli che hanno bisogno, come noi, della tua misericordia. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte

Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere,
e fa’ che questo santo sacrificio,
espressione perfetta della nostra fede,
ci apra il passaggio alla gloria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione

I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore non manca di nulla. (Sal 34,11)


Preghiera dopo la comunione

Padre santo e misericordioso,
che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio,
per questa partecipazione al suo sacrificio
donaci di comunicare alla sua stessa vita.

MEDITAZIONE

Che bel vangelo quello di oggi! La Parola di Dio ci parla della gratitudine. Come sarebbe stupendo saper dire frequentemente a Gesù: “Grazie, grazie mille!”.

È triste incontrare delle persone che non dicono mai un grazie. Per quanto facciano loro dei regali e li aiutino in qualche cosa, mai una volta che esca dalle loro labbra un “grazie”. Ed è così semplice manifestare la propria riconoscenza. Si tratta solo di riconoscere i doni che gli altri ci fanno. È un arricchimento sia per quello che la dimostra che per quello che la riceve.
Gesù, da quello che abbiamo sentito nel vangelo, restituisce la dignità umana a dieci lebbrosi e soltanto uno torna felice per dirgli il suo grazie. E Gesù si sorprende e dice: “Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono?”.
Gesù li ha salvati, dal momento che erano completamente emarginati e obbligati a vivere ai margini della società, al punto che quando qualcuno si avvicinava erano obbligati a gridare che erano imputi. Il libro del Levitico, che è nella Bibbia, dice riguardo alla lebbra: “Colui che è colpito dalla lebbra porti i vestiti laceri e i capelli scarmigliati; si copra fino al labbro superiore e gridi: ‘Impuro, impuro!’. Per tutto il tempo in cui durerà in lui la piaga, sarà impuro; essendo impuro, vivrà isolato, fuori dell’accampamento sarà la sua dimora”.
È chiaro quindi che i lebbrosi erano esclusi dalla vita sociale e dovevano avvertire gli altri di non avvicinarsi ad essi. Gesù, guarendoli, aveva loro restituito la dignità e la libertà. Per questo esprime la sua tristezza, nel vedere che gli altri nove non tornavano a ringraziarlo.
Anche noi abbiamo molti motivi per essere riconoscenti. Siamo credenti. Dio ci ama. Viviamo. Abbiamo amici e molte persone ci apprezzano, in famiglia, al lavoro, tra i vicini. Ci sono tante cose belle nel mondo e in ciascuno di noi. Per tutto questo dovremmo continuamente dire il nostro grazie al Signore.
È anche vero che ci sono pure molte cose tristi e le situazioni difficili. C’è chi deve soffrire parecchio. E sappiamo che la vita non è poi sempre rosa.
Gesù però ci dà la forza per vivere e per amare, ci dà sostegno e speranza, ci ha dato il dono della fede.
Certamente con l’aiuto del Signore e nella preghiera troveremo molti motivi per ringraziarlo.

(“La tua fede ti ha salvato”)
Se apprezzassimo la potenza di Gesù, se credessimo che lui sempre ci guarda con affetto, di sicuro la nostra vita sarebbe molto diversa. Gesù ci tende la mano perché vuole guarirci dall’egoismo, dalla tristezza, dallo scoraggiamento. Gesù vuole che viviamo felici. Egli, così come ha fatto con i lebbrosi, vuole restituirci la dignità, la gioia, la speranza, la voglia di vivere. Lui è venuto a salvarci. Per questo, anche quando abbondano i problemi e la sofferenza è grande, lui ci viene incontro e ci dona la pace.

(Gli immigrati)
Chi è tornato da Gesù per ringraziarlo? Un samaritano, uno straniero. E nella prima lettura, Naaman, lui pure straniero, tornò per ringraziare Eliseo che lo aveva guarito. Gesù sottolinea il ringraziamento del samaritano e ne apprezza il gesto. Lui aiuta tutti, da qualunque parte vengano. Non pone frontiere. E questo modo di fare è un invito per tutti noi, che siamo terra d’accoglienza per gli immigranti. Dobbiamo avere un comportamento conforme al Vangelo. Stiamo attenti!
Fa male vedere persone credenti e praticanti, amici e amiche a cui vuoi bene, che frequentano con te la chiesa, che si mostrano razziste e vedono nello straniero un nemico e un pericolo.
La luce della fede ci aiuti a scoprire in ogni uomo, di qualsiasi razza e colore, un fratello. I problemi che potrebbero sorgere non devono impedirci di vedere la realtà, illuminata dalla luce di Gesù e del suo Vangelo.
Alcune parrocchie, accogliendo degli immigrati, hanno dato una testimonianza stupenda! Questo è un segno di speranza, che dovrebbe contagiare tutti i credenti e la società intera.
Gesù è risorto e ci ha salvato. Con la sua forza saremo capaci di trovare le risposte giuste alle nuove situazioni nelle quali la società nella quale viviamo si viene a trovare oggi.
Adesso stiamo celebrando l’Eucaristia. È la grande festa del ringraziamento. Apriamo i nostri cuori a Gesù che si dona a noi e nutriamoci del suo corpo, della sua vita. Che ci sia dentro di noi il desiderio, colmo di gratitudine, di riceverlo come cibo!
JOAN SOLER
parroco di Molins de Rei (Barcellona) 

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