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sabato 20 agosto 2011

GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU' 2011

Mons.Gualtiero Bassetti,19 Agosto 2011
Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve


3ª catechesi
Venerdì 19 agosto 2011
Tema: Testimoni di Cristo nel mondo





La catechesi del vescovo Gualtiero Bassetti ai giovani di Vicenza,Umbria, Novara,Roma e Otranto.

“Oggi, sentrirsi dire di essere saldi non e’ cosa di poco conto. Viviamo, infatti, in un tempo di precartieta’, che e’ il contrario della saldezza”. Cosi’, mercoledi’ 17 agosto, primo dei tre giorni dedicati alle catechesi, il vescovo di Perugia Gualtiero Bassetti ha parlato ai giovani delle diocesi di Vicenza, Novara, Roma e Otranto riuniti nella chiesa di Purisimo Corazon de Maria di Madrid. “Cosa significa essere saldi? – si e’ quindi chiesto il prelato -. E’ essere costanti, avere determinazione, essere forti d’animo. Questo discorso potrebbe dare fastidio e sentire parlare di Dio potrebbe essere come sentire parlare di un forte disturbatore. Eppure voi siete qui per imparare a riconoscere qualcosa che magari non avete ancora chiaro”.
Il Vescovo di Perugia si e’ spinto a spiegare l’importanza di avere un riferimento sicuro. “Voi giovani siete fatti per volare alto. Ma per spiccare il volo avete bisogno di un punto di appoggio, lo stesso sul quale di tanto in tanto sostare per riprendere le forze. Questo fondamento e’ Dio”.
A volte i giovani si sentono soli pur facendo parte di grandi compagnie. E si avvertono come persone anonime. “Ma Dio – ha detto mons. Bassetti – vi chiama per nome, si preoccupa per ciascuno di voi. Allora siate saldi nella fede dando ragione della speranza che e’ in voi!”.
“Fede su una mano e carita’ nell’altra – ha concluso il Vescovo di Perugia citando Sant’Ireneo -. Se vivete Gesu’ con forza, allora saprete anche testimoniarlo. Percio’ amate il vostro prossimo, fate questa esperienza d’amore”.
(Luca de Marzi)

TESTO DELLA CATECHESI
Terza catechesi – Testimoni di Cristo nel mondo

«Vogliamo vedere Gesù» (Gv 12,21). È questa la domanda che un gruppo di greci, di pagani, di gente estranea alla fede nel Dio d’Israele, rivolgono agli apostoli.
«Il desiderio di vedere Dio abita il cuore di ogni uomo e di ogni donna. Cari giovani, lasciatevi guardare negli occhi da Gesù, perché cresca in voi il desiderio di vedere la Luce, di gustare lo splendore della Verità. Che ne siamo coscienti o no, Dio ci ha creati perché ci ama e affinché lo amassimo a nostra volta. Ecco il perché dell’insopprimibile nostalgia di Dio che l’uomo porta nel cuore: “Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto” (Sal 27, 8). Questo Volto – lo sappiamo – Dio ci ha rivelato in Gesù Cristo». (Giovanni Paolo II, Messaggio per la XIX GMG, 4.4.2004)

Vogliamo vedere Gesù è la domanda che oggi rivolgete anche a me, successore degli apostoli: voi sapete, o almeno intuite, che la Bellezza del Suo Volto è la risposta ad ogni vostra inquietudine. E intuite anche, o già sapete, che solo nel Vangelo così come è stato trasmesso dagli Apostoli, dai primi testimoni della morte e risurrezione del Signore, si mostra la Verità che è anche Vita e Via, Bellezza attraente e affascinante. Siete qui, chiamati da Cristo attraverso Pietro, per immergervi in questa Bellezza e chiedete che oggi, l’Apostolo, vi mostri il Signore.

Ebbene, oggi sono io, l’apostolo, a dirvi: fate vedere voi Gesù! Immersi nella vita della Chiesa, diventate voi, per il mondo, per i vostri contemporanei, il volto del Signore. Siate voi coloro che rendono vera, per altri giovani, quella beatitudine di cui parlava Gesù a Tommaso: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!« (Gv 20,29). Voi potete vedere il Signore nella vita della Chiesa, la comunità sorretta dalla fede degli apostoli che furono testimoni oculari di un fatto: della morte e della risurrezione del Crocifisso. Noi non crediamo a favole artificiosamente inventate (cf. 2Pt 1,16), non crediamo ad una filosofia, non ci siamo innamorati di un sistema morale, crediamo invece alla parola di testimoni oculari, di coloro che si videro travolgere la loro povera e misera vita dallo splendore di un sepolcro vuoto all’alba di un giorno che ha cambiato, per sempre, la storia. Noi crediamo, la fede della Chiesa crede nel Signore Risorto visto da Tommaso e dai suoi amici, e siamo, per questo beati, siamo felici secondo la promessa del Salvatore.

«Ogni credente è come un anello nella grande catena dei credenti. Io non posso credere senza essere sorretto dalla fede degli altri, e, con la mia fede, contribuisco a sostenere la fede degli altri” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 166). Ringraziamo sempre il Signore per il dono della Chiesa; essa ci fa progredire con sicurezza nella fede, che ci dà la vera vita (cfr Gv 20,31)» (Messaggio XXVI, n.5).

Immersi in Cristo, diveniamo noi stessi Cristo: è sant’Agostino che commentando il vangelo di San Giovanni esorta con queste parole i cristiani, esorta noi, oggi a rallegrarci, a rendere grazie a Dio «non soltanto perché ci ha fatti diventare cristiani, ma perché ci ha fatto diventare Cristo stesso. Vi rendete conto, cari giovani, di quale grazia ci ha fatto Dio, donandoci Cristo come Capo? Esultate, gioite, siamo divenuti Cristo», così predicava sant’Agostino (Commento al Vangelo di San Giovanni, Omelia 21, 8).

Fate fiorire, dunque, il vostro battesimo e fate vedere Dio, diventate testimoni di Dio in un mondo che vuole emarginarlo «dalla vita delle persone e della società, prospettando e tentando di creare un “paradiso” senza di Lui. Ma l’esperienza insegna che il mondo senza Dio diventa un “inferno”: prevalgono gli egoismi, le divisioni nelle famiglie, l’odio tra le persone e tra i popoli, la mancanza di amore, di gioia e di speranza» (Messaggio XXVI, n. 3). A questo mondo voi siete inviati per mostrare il volto di Dio, in questo mondo il vostro battesimo vi abilita alla testimonianza, per questo mondo siete la coscienza critica, testimoni di quell’oltre che non può mai essere eliminato. «La fede si rafforza donandola» (Giovanni Paolo II, Redemptor missio, 2), non cedete ad un cristianesimo individualista, contrastate la tentazione di una fede dolciastra fatta di buoni sentimenti senza lo scandalo della croce, combattete la tentazione della chiusura nel vostro piccolo mondo, aprite invece le porte della vostra fede alle ansie, alle speranze, alle gioie, alle angosce dei vostri contemporanei. Facendo questo, troverete «la forza per vincere le proprie debolezze e superare ogni avversità» (Messaggio XXVI, n. 5).

È la vostra vita quotidiana, la vostra dedizione allo studio, al lavoro, la decisione di farne un servizio d’amore al prossimo, che i vostri coetanei attendono. Proclamate la vittoria di Cristo sull’ozio, sul nulla, sulle pigrizie, sugli egoismi. Fate che vinca prima di tutto in voi, rivestitevi di Cristo, abbiate i suoi sentimenti, diventate competenti nella vostra professione, siate onesti, fieri della fede, forti nella speranza, innamorati della carità, e allora saranno i vostri stessi amici a chiedervi il perché della vostra vita. Infatti se è vero che questo nostro tempo non ama i maestri, anzi, è pieno di cattivi maestri, non di meno, tutti cercano testimoni (cf. Paolo VI, Evangelii nuntiandi, n. 41) che certifichino con una vita che interroga, che affascina, che disturba, la via buona per l’uomo.

Non lasciatevi ingannare da quanti rifiutano Gesù: in realtà lo stanno cercando senza saperlo, non indietreggiate di fronte al cinismo, alla sufficienza, allo scherno, Cristo ama e cerca personalmente ogni uomo, ogni donna: ha bisogno di voi per toccarli, per parlargli. E se stai pensando che anche la tua fede è piccola, se anche tu, a volte ti trovi tra i cinici, o tra quelli che rinnegano, che si vergognano di Gesù, io ti dico oggi: coraggio, Cristo non ti giudica, Lui vede quello che puoi diventare come nel rinnegatore ha visto il Pastore universale, Lui vede, nella Sua misericordia, quello che può fare in te se solo ti apri, nella fede, alla Sua potenza. Mettiti in gioco, apri le porte del tuo cuore a Cristo: se ha trasformato undici poveri uomini ignoranti e pieni di paura, traditori e vigliacchi, in uomini forti che hanno testimoniato, i più con il sangue, la verità del Vangelo, può trasformare anche te in un coraggioso testimone dell’amore. Tanti prima di noi, tanti oggi, non si sono arresi e non si arrendono alla logica della

mediocrità. Circondati da questi testimoni, non arretriamo, ma andiamo avanti, vai avanti, sapendo che Cristo, l’autore e il perfezionatore della fede (cf. Eb 12,1-2), ti precede e ti conferma nella tua testimonianza. Anche tu, se credi, se sai vivere e testimoniare la tua fede ogni giorno, diventi strumento per far ritrovare ad altri giovani come te il senso e la gioia della vita, che nasce dall’incontro con Cristo! (cf. Messaggio XXVI, n. 5)

Lasciate che il Suo mistero illumini tutta la vostra persona! In questa maniera potrete portare nei vostri ambiti, nella scuola come nel lavoro, nella famiglia come nelle istituzioni, nei luoghi di svago come in quelli del dolore, quella novità che può cambiare le relazioni, le istituzioni, le strutture, per costruire un mondo più giusto e solidale, animato dalla ricerca del bene comune. Se Cristo è in voi, potrete non cedere a logiche individualistiche ed egoistiche! In questo siete aiutati, confortati, accompagnati, dalla testimonianza di tanti giovani che hanno raggiunto la meta della santità: pensate a santa Teresa di Gesù Bambino, san Domenico Savio, santa Maria Goretti, il beato Pier Giorgio Frassati, il beato Alberto Marvelli! – e tanti altri, a noi sconosciuti, ma che hanno vissuto il loro tempo nella luce e nella forza del Vangelo, e hanno trovato la risposta: “come vivere, che cosa devo fare per vivere” (Cf. Benedetto XVI, Incontro con i giovani della Diocesi di San Marino – Montefeltro, 19.6.2011).

Resta vero infatti, che anche se da molti, specialmente dai mezzi di comunicazione, viene propagata l’idea che sia bene pensare a se stessi, che la via di salvezza consiste nel ritirarsi nel privato, o nella casa del Mulino bianco, o in un edonismo sfrenato, che l’individualismo sia la carta vincente, nonostante questo, quelli che lasciano un segno, quelli a cui davvero gli uomini vanno dietro sono coloro i quali spendono la vita per farne qualcosa di grande. E non c’è grandezza maggiore di Cristo che dà la vita per il mondo, non c’è grandezza maggiore di chi, sulle orme di Cristo, offre la propria vita per farlo conoscere. Cristo ti stima degno di essere Suo testimone nel mondo. Non c’è dignità e onore maggiore di questo. Sogna in grande allora, e mettiti alla sequela del Signore, lasciando intravvedere i Suoi tratti nei tuoi.

[Vi racconterò la mia esperienza a Firenze con Madre Teresa di Calcutta]

In questo modo voi giovani vincete il mondo con la sua logica di morte, vincete il mondo con la vostra fede in Gesù Cristo (cf 1Gv 5,5), e potete farlo in unione con Colui che ha vinto il mondo (cf. Gv 16,33). A voi Giovanni Paolo II ha affidato un compito, in voi ha visto le sentinelle del mattino, a voi, insieme con lui, io ripeto con le sue parole che: «nel corso del secolo che muore, giovani come voi, venivano convocati in adunate oceaniche per imparare ad odiare, venivano mandati a combattere gli uni contro gli altri. I diversi messianismi secolarizzati, che hanno tentato di sostituire la speranza cristiana, si sono poi rivelati veri e propri inferni. Oggi siete qui convenuti per affermare che nel nuovo secolo voi non vi presterete ad essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario. Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti.

Cari giovani del secolo che inizia, dicendo “sì” a Cristo, voi dite “sì” ad ogni vostro più nobile ideale. Non abbiate paura di affidarvi a Lui. Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo ogni giorno e in ogni situazione» (Giovanni Paolo II, Veglia di preghiera, 19.8.2000, Tor Vergata). 

sabato 6 agosto 2011

Perugia-Quattro nuovi diaconi saranno ordinati il 10 Agosto 2011

Perugia-Quattro giovani seminaristi saranno ordinati diaconi Pronunceranno il loro “Eccomi” al Signore mercoledì 10 Agosto. La celebrazione in Cattedrale alle ore 17.00 presieduta dall’ Arcivescovo di Perugia Mons. Gualtiero Bassetti.

Sono giovani del nostro tempo a cui è giunta la chiamata del Signore, hanno lasciato tutto e mercoledì diranno il loro “Eccomi” definitivo consacrandosi anche nel celibato che si impegneranno di mantenere per tutta la vita



CHI SONO



Giovanni Marconi
è nato nel 1982 a Lugo,in provincia di Ravenna.
La sua vocazione è nata con l’esperienza vissuta
con l’operazione Mato Grosso grazie alla quale è
approdato a Perugia






Alessandro Segantin
è nato nel 1981 a desio,vicino Milano.La vita lo
Conduce nelle case della Caritas regionale.
Li la vocazione si fa sentire e viene accolto
Nella diocesi perugina.





Marco Pezzanera
è nato nel 1978 a Marciano dove tuttora risiede
Presta il suo servizio presso la Parrocchia di
SS. Biagio e Savino di Perugia





Francesco Verzini
è nato a Perugina nel 1986 ed è cresciuto a
Villa Pitignano per lui e Marco la vita e
l’impegno in parrocchia sono all’origine della 
loro vocazione.


lunedì 14 marzo 2011

17 Marzo, Messa su Rai1 nel giorno dell’unità d’italia.

Dalla Torre: I cristiani ? Hanno identità all’Italiana


















In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, che si celebrerà giovedì 17 marzo, si terrà una Messa presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco nella basilica di Santa Maria degli Angeli di Roma.  Con un comunicato la Cei indica il senso che la funzione religiosa intende esprimere, ossia: «la convinta e responsabile partecipazione della Comunità ecclesiale a tale evento, in spirito di leale collaborazione per la promozione dell’uomo e il bene del Paese». «Nel centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia – si legge nella nota Cei – si intrecciano elementi di memoria, di riflessione e di prospettiva».  Alla celebrazione, aperta a tutti e trasmessa in diretta da Rai Uno, sono state invitate le più alte cariche dello Stato.  L’invito al mondo cattolico a vivere i festeggiamenti del 17 marzo per i 150 anni dell’Unità d’Italia con senso di partecipazione, è venuto anche dal seminario I cattolici italiani e il Risorgimento nazionale, tenutosi questa settimana presso la Lumsa. Durante il convegno, il rettore dell’Ateneo Giuseppe Dalla Torre ha sottolineato l’influenza del pensiero cattolico nella nostra Costituzione ricordando che: «L’unità nazionale è un’unità politica; la nazione italiana si è venuta formando nel corso dei secoli, a partire dal Medioevo, grazie proprio al cristianesimo e alla Chiesa che hanno modellato la nostra identità». 

mercoledì 9 marzo 2011

Messaggio di Benedetto XVI, per la Quaresima 2011















“Con Cristo siete sepolti nel Battesimo, con lui siete anche risorti”
______________________________________________________
(cfr Col 2,12)



Cari fratelli e sorelle,


la Quaresima, che ci conduce alla celebrazione della Santa Pasqua, è per la
Chiesa un tempo liturgico assai prezioso e importante, in vista del quale sono lieto di
rivolgere una parola specifica perché sia vissuto con il dovuto impegno. Mentre guarda
all’incontro definitivo con il suo Sposo nella Pasqua eterna, la Comunità ecclesiale,
assidua nella preghiera e nella carità operosa, intensifica il suo cammino di
purificazione nello spirito, per attingere con maggiore abbondanza al Mistero della
redenzione la vita nuova in Cristo Signore (cfr Prefazio I di Quaresima).


1. Questa stessa vita ci è già stata trasmessa nel giorno del nostro Battesimo,
quando, “divenuti partecipi della morte e risurrezione del Cristo”, è iniziata per noi
“l’avventura gioiosa ed esaltante del discepolo” (Omelia nella Festa del Battesimo del
Signore, 10 gennaio 2010). San Paolo, nelle sue Lettere, insiste ripetutamente sulla
singolare comunione con il Figlio di Dio realizzata in questo lavacro. Il fatto che nella
maggioranza dei casi il Battesimo si riceva da bambini mette in evidenza che si tratta di
un dono di Dio: nessuno merita la vita eterna con le proprie forze. La misericordia di
Dio, che cancella il peccato e permette di vivere nella propria esistenza “gli stessi
sentimenti di Cristo Gesù” (Fil 2,5), viene comunicata all’uomo gratuitamente.
L’Apostolo delle genti, nella Lettera ai Filippesi, esprime il senso della
trasformazione che si attua con la partecipazione alla morte e risurrezione di Cristo,
indicandone la meta: che “io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la
comunione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, nella speranza di
giungere alla risurrezione dai morti” (Fil 3,10-11). Il Battesimo, quindi, non è un rito
del passato, ma l’incontro con Cristo che informa tutta l’esistenza del battezzato, gli
dona la vita divina e lo chiama ad una conversione sincera, avviata e sostenuta dalla
Grazia, che lo porti a raggiungere la statura adulta del Cristo.
Un nesso particolare lega il Battesimo alla Quaresima come momento
favorevole per sperimentare la Grazia che salva. I Padri del Concilio Vaticano II hanno
richiamato tutti i Pastori della Chiesa ad utilizzare “più abbondantemente gli elementi
battesimali propri della liturgia quaresimale” (Cost. Sacrosanctum Concilium, 109). Da
sempre, infatti, la Chiesa associa la Veglia Pasquale alla celebrazione del Battesimo: in
questo Sacramento si realizza quel grande mistero per cui l’uomo muore al peccato, è
fatto partecipe della vita nuova in Cristo Risorto e riceve lo stesso Spirito di Dio che ha
risuscitato Gesù dai morti (cfr Rm 8,11). Questo dono gratuito deve essere sempre
ravvivato in ciascuno di noi e la Quaresima ci offre un percorso analogo al
catecumenato, che per i cristiani della Chiesa antica, come pure per i catecumeni d’oggi,
è una scuola insostituibile di fede e di vita cristiana: davvero essi vivono il Battesimo
come un atto decisivo per tutta la loro esistenza.

2. Per intraprendere seriamente il cammino verso la Pasqua e prepararci a
celebrare la Risurrezione del Signore - la festa più gioiosa e solenne di tutto l’Anno
liturgico - che cosa può esserci di più adatto che lasciarci condurre dalla Parola di Dio?
Per questo la Chiesa, nei testi evangelici delle domeniche di Quaresima, ci guida ad un
incontro particolarmente intenso con il Signore, facendoci ripercorrere le tappe del
cammino dell’iniziazione cristiana: per i catecumeni, nella prospettiva di ricevere il
Sacramento della rinascita, per chi è battezzato, in vista di nuovi e decisivi passi nella
sequela di Cristo e nel dono più pieno a Lui.
La prima domenica dell’itinerario quaresimale evidenzia la nostra condizione
dell’uomo su questa terra. Il combattimento vittorioso contro le tentazioni, che dà inizio
alla missione di Gesù, è un invito a prendere consapevolezza della propria fragilità per
accogliere la Grazia che libera dal peccato e infonde nuova forza in Cristo, via, verità e
vita (cfr Ordo Initiationis Christianae Adultorum, n. 25). E’ un deciso richiamo a
ricordare come la fede cristiana implichi, sull’esempio di Gesù e in unione con Lui, una
lotta “contro i dominatori di questo mondo tenebroso” (Ef 6,12), nel quale il diavolo è
all’opera e non si stanca, neppure oggi, di tentare l’uomo che vuole avvicinarsi al
Signore: Cristo ne esce vittorioso, per aprire anche il nostro cuore alla speranza e
guidarci a vincere le seduzioni del male.
Il Vangelo della Trasfigurazione del Signore pone davanti ai nostri occhi la
gloria di Cristo, che anticipa la risurrezione e che annuncia la divinizzazione dell’uomo.
La comunità cristiana prende coscienza di essere condotta, come gli apostoli Pietro,
Giacomo e Giovanni, “in disparte, su un alto monte” (Mt 17,1), per accogliere
nuovamente in Cristo, quali figli nel Figlio, il dono della Grazia di Dio: “Questi è il
Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo” (v. 5). E’
l’invito a prendere le distanze dal rumore del quotidiano per immergersi nella presenza
di Dio: Egli vuole trasmetterci, ogni giorno, una Parola che penetra nelle profondità del
nostro spirito, dove discerne il bene e il male (cfr Eb 4,12) e rafforza la volontà di
seguire il Signore.
La domanda di Gesù alla Samaritana: “Dammi da bere” (Gv 4,7), che viene
proposta nella liturgia della terza domenica, esprime la passione di Dio per ogni uomo e
vuole suscitare nel nostro cuore il desiderio del dono dell’ “acqua che zampilla per la
vita eterna” (v. 14): è il dono dello Spirito Santo, che fa dei cristiani “veri adoratori” in
grado di pregare il Padre “in spirito e verità” (v. 23). Solo quest’acqua può estinguere la
nostra sete di bene, di verità e di bellezza! Solo quest’acqua, donataci dal Figlio, irriga i
deserti dell’anima inquieta e insoddisfatta, “finché non riposa in Dio”, secondo le
celebri parole di sant’Agostino.
La “domenica del cieco nato” presenta Cristo come luce del mondo. Il Vangelo
interpella ciascuno di noi: “Tu, credi nel Figlio dell’uomo?”. “Credo, Signore!” (Gv
9,35.38), afferma con gioia il cieco nato, facendosi voce di ogni credente. Il miracolodella guarigione è il segno che Cristo, insieme alla vista, vuole aprire il nostro sguardo
interiore, perché la nostra fede diventi sempre più profonda e possiamo riconoscere in
Lui l’unico nostro Salvatore. Egli illumina tutte le oscurità della vita e porta l’uomo a
Quando, nella quinta domenica, ci viene proclamata la risurrezione di Lazzaro,
siamo messi di fronte al mistero ultimo della nostra esistenza: “Io sono la risurrezione e
la vita… Credi questo?” (Gv 11,25-26). Per la comunità cristiana è il momento di
riporre con sincerità, insieme a Marta, tutta la speranza in Gesù di Nazareth: “Sì, o
Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo” (v.
27). La comunione con Cristo in questa vita ci prepara a superare il confine della morte,
per vivere senza fine in Lui. La fede nella risurrezione dei morti e la speranza della vita
eterna aprono il nostro sguardo al senso ultimo della nostra esistenza: Dio ha creato
l’uomo per la risurrezione e per la vita, e questa verità dona la dimensione autentica e
definitiva alla storia degli uomini, alla loro esistenza personale e al loro vivere sociale,
alla cultura, alla politica, all’economia. Privo della luce della fede l’universo intero
finisce rinchiuso dentro un sepolcro senza futuro, senza speranza.
Il percorso quaresimale trova il suo compimento nel Triduo Pasquale,
particolarmente nella Grande Veglia nella Notte Santa: rinnovando le promesse
battesimali, riaffermiamo che Cristo è il Signore della nostra vita, quella vita che Dio ci
ha comunicato quando siamo rinati “dall’acqua e dallo Spirito Santo”, e riconfermiamo
il nostro fermo impegno di corrispondere all’azione della Grazia per essere suoi
discepoli.

3. Il nostro immergerci nella morte e risurrezione di Cristo attraverso il
Sacramento del Battesimo, ci spinge ogni giorno a liberare il nostro cuore dal peso delle
cose materiali, da un legame egoistico con la “terra”, che ci impoverisce e ci impedisce
di essere disponibili e aperti a Dio e al prossimo. In Cristo, Dio si è rivelato come
Amore (cfr 1Gv 4,7-10). La Croce di Cristo, la “parola della Croce” manifesta la
potenza salvifica di Dio (cfr 1Cor 1,18), che si dona per rialzare l’uomo e portargli la
salvezza: amore nella sua forma più radicale (cfr Enc. Deus caritas est, 12). Attraverso
le pratiche tradizionali del digiuno, dell’elemosina e della preghiera, espressioni
dell’impegno di conversione, la Quaresima educa a vivere in modo sempre più radicale
l’amore di Cristo. Il digiuno, che può avere diverse motivazioni, acquista per il cristiano
un significato profondamente religioso: rendendo più povera la nostra mensa impariamo
a superare l’egoismo per vivere nella logica del dono e dell’amore; sopportando la
privazione di qualche cosa - e non solo di superfluo - impariamo a distogliere lo sguardo
dal nostro “io”, per scoprire Qualcuno accanto a noi e riconoscere Dio nei volti di tanti
nostri fratelli. Per il cristiano il digiuno non ha nulla di intimistico, ma apre
maggiormente a Dio e alle necessità degli uomini, e fa sì che l’amore per Dio sia anche
amore per il prossimo (cfr Mc 12,31).
Nel nostro cammino ci troviamo di fronte anche alla tentazione dell’avere,
dell’avidità di denaro, che insidia il primato di Dio nella nostra vita. La bramosia del
possesso provoca violenza, prevaricazione e morte; per questo la Chiesa, specialmente
nel tempo quaresimale, richiama alla pratica dell’elemosina, alla capacità, cioè, di
condivisione. L’idolatria dei beni, invece, non solo allontana dall’altro, ma spoglia
l’uomo, lo rende infelice, lo inganna, lo illude senza realizzare ciò che promette, perché
colloca le cose materiali al posto di Dio, unica fonte della vita. Come comprendere la
bontà paterna di Dio se il cuore è pieno di sé e dei propri progetti, con i quali ci si illude
di potersi assicurare il futuro? La tentazione è quella di pensare, come il ricco della
parabola: “Anima mia, hai a disposizione molti beni per molti anni…”. Conosciamo il
giudizio del Signore: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita…” (Lc
12,19-20). La pratica dell’elemosina è un richiamo al primato di Dio e all’attenzione
verso l’altro, per riscoprire il nostro Padre buono e ricevere la sua misericordia.
In tutto il periodo quaresimale, la Chiesa ci offre con particolare abbondanza la
Parola di Dio. Meditandola ed interiorizzandola per viverla quotidianamente, impariamo
una forma preziosa e insostituibile di preghiera, perché l’ascolto attento di Dio, che
continua a parlare al nostro cuore, alimenta il cammino di fede che abbiamo iniziato nel
giorno del Battesimo. La preghiera ci permette anche di acquisire una nuova concezione
del tempo: senza la prospettiva dell’eternità e della trascendenza, infatti, esso scandisce
semplicemente i nostri passi verso un orizzonte che non ha futuro. Nella preghiera
troviamo, invece, tempo per Dio, per conoscere che “le sue parole non passeranno” (cfr
Mc 13,31), per entrare in quell’intima comunione con Lui “che nessuno potrà toglierci”
(cfr Gv 16,22) e che ci apre alla speranza che non delude, alla vita eterna.
In sintesi, l’itinerario quaresimale, nel quale siamo invitati a contemplare il
Mistero della Croce, è “farsi conformi alla morte di Cristo” (Fil 3,10), per attuare una
conversione profonda della nostra vita: lasciarci trasformare dall’azione dello Spirito
Santo, come san Paolo sulla via di Damasco; orientare con decisione la nostra esistenza
secondo la volontà di Dio; liberarci dal nostro egoismo, superando l’istinto di dominio
sugli altri e aprendoci alla carità di Cristo. Il periodo quaresimale è momento favorevole
per riconoscere la nostra debolezza, accogliere, con una sincera revisione di vita, la
Grazia rinnovatrice del Sacramento della Penitenza e camminare con decisione verso
Cristo.
Cari fratelli e sorelle, mediante l’incontro personale col nostro Redentore e
attraverso il digiuno, l’elemosina e la preghiera, il cammino di conversione verso la
Pasqua ci conduce a riscoprire il nostro Battesimo. Rinnoviamo in questa Quaresima
l’accoglienza della Grazia che Dio ci ha donato in quel momento, perché illumini e
guidi tutte le nostre azioni. Quanto il Sacramento significa e realizza, siamo chiamati a
viverlo ogni giorno in una sequela di Cristo sempre più generosa e autentica. In questo
nostro itinerario, ci affidiamo alla Vergine Maria, che ha generato il Verbo di Dio nella
fede e nella carne, per immergerci come Lei nella morte e risurrezione del suo Figlio
Gesù ed avere la vita eterna.
Dal Vaticano, 4 novembre 2010
BENEDETTO XVI

giovedì 3 febbraio 2011

Regione ecclesiastica Umbria

Dati relativi alla regione ecclesiastica:










Superficie in Kmq*: 9.129
Abitanti**: 846.672
Parrocchie**: 592
Numero dei sacerdoti secolari*: 583
Numero dei sacerdoti regolari*: 423
Numero dei diaconi permanenti*: 104

Perugia - Città della Pieve
Sede metropolitana












Arcivescovo:S.E. Mons. GUALTIERO BASSETTI
Arcivescovo emerito:S.E. Mons. GIUSEPPE CHIARETTI
Indirizzo della Curia:
Piazza IV Novembre, 6
06123 Perugia (PG)
Recapiti:
Tel. 075 5750311
Fax. 075 5750325
E-mail: info@diocesi.perugia.it
Sito diocesano
Dati relativi alla diocesi:
Superficie in Kmq*: 1.900
Abitanti**: 233.579
Parrocchie**: 146
Numero dei sacerdoti secolari*: 125
Numero dei sacerdoti regolari*: 79
Numero dei diaconi permanenti*: 13

Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino

Sede vescovile suffraganea di Perugia - Città della Pieve









Arcivescovo-Vescovo:S.E. Mons. DOMENICO SORRENTINO
Vescovo emerito:S.E. Mons. SERGIO GORETTI
Indirizzo della Curia:
Piazza Vescovado, 3
06081 Assisi (PG)
Recapiti:
Tel. 075 812483
Fax. 075 8198805
E-mail: curiadiocesana@assisi.chiesacattolica.it
Sito diocesano (web diocesi)
Dati relativi alla diocesi:
Superficie in Kmq*: 1.142
Abitanti**: 86.846
Parrocchie**: 61
Numero dei sacerdoti secolari*: 62
Numero dei sacerdoti regolari*: 137
Numero dei diaconi permanenti*: 8

Città di Castello

Sede vescovile suffraganea di Perugia - Città della Pieve













Vescovo:S.E. Mons. DOMENICO CANCIAN
Vescovo emerito:S.E. Mons. PELLEGRINO TOMASO RONCHI
Indirizzo della Curia:
Piazza V. Gabriotti, 10
06012 Città di Castello (PG)
Recapiti:
Tel. 075 8553030
Fax. 075 8553359
E-mail: diocesidicastello@tiscali.it
Sito diocesano (web diocesi)
Dati relativi alla diocesi:
Superficie in Kmq*: 820
Abitanti**: 60.712
Parrocchie**: 60
Numero dei sacerdoti secolari*: 57
Numero dei sacerdoti regolari*: 15
Numero dei diaconi permanenti*: 10

Foligno

Sede vescovile suffraganea di Perugia - Città della Pieve











Vescovo:S.E. Mons. GUALTIERO SIGISMONDI
Vescovi emeriti:S.E. Mons. GIOVANNI BENEDETTI
S.E. Mons. ARDUINO BERTOLDO
Indirizzo della Curia:
Piazza Mons. Faloci, 3
06034 Foligno (PG)
Recapiti:
Tel. 0742 350473
Fax. 0742 349021
E-mail: info@diocesidifoligno.it
Sito diocesano
Dati relativi alla diocesi:
Superficie in Kmq*: 350
Abitanti**: 66.442
Parrocchie**: 38
Numero dei sacerdoti secolari*: 42
Numero dei sacerdoti regolari*: 32
Numero dei diaconi permanenti*: 12

Gubbio

Sede vescovile suffraganea di Perugia - Città della Pieve




Vescovo:S.E. Mons. MARIO CECCOBELLI
Vescovo emerito:S.E. Mons. PIETRO BOTTACCIOLI
Indirizzo della Curia:
Largo Vescovado, 1
06024 Gubbio (PG)
Recapiti:
Tel. 075 9276316 - 075 9273980
Fax. 075 9276316 - 075 9273980
E-mail: amministrazione@diocesigubbio.it; cancelleria@diocesigubbio.it
Sito diocesano (web diocesi)
Dati relativi alla diocesi:
Superficie in Kmq*: 900
Abitanti**: 45.444
Parrocchie**: 39
Numero dei sacerdoti secolari*: 32
Numero dei sacerdoti regolari*: 20
Numero dei diaconi permanenti*: 11

Orvieto - Todi

Sede vescovile immediatamente soggetta alla santa sede













Vescovo:S.E. Mons. GIOVANNI SCANAVINO
Indirizzo della Curia:
Piazza Duomo, 19
05018 Orvieto (TR)
Recapiti:
Tel. 0763 341264 - 075 8942443 (Todi)
Fax. 0763 395008
E-mail: cancelleria@diocesiorvietotodi.it
Sito diocesano (web diocesi)
Dati relativi alla diocesi:
Superficie in Kmq*: 1.310
Abitanti**: 90.309
Parrocchie**: 92
Numero dei sacerdoti secolari*: 94
Numero dei sacerdoti regolari*: 38
Numero dei diaconi permanenti*: 21

Spoleto - Norcia

Sede arcivescovile immediatamente soggetta alla santa sede













Arcivescovo:S.E. Mons. RENATO BOCCARDO
Indirizzo della Curia:
Via Aurelio Saffi, 13
06049 Spoleto (PG)
Recapiti:
Tel. 0743 23101
Fax. 0743 231036
E-mail: segreteria@spoletonorcia.it
Sito diocesano
Dati relativi alla diocesi:
Superficie in Kmq*: 1.836
Abitanti**: 101.478
Parrocchie**: 75
Numero dei sacerdoti secolari*: 75
Numero dei sacerdoti regolari*: 59
Numero dei diaconi permanenti*: 5


Terni - Narni - Amelia

Sede vescovile immediatamente soggetta alla santa sede













Vescovo:S.E. Mons. VINCENZO PAGLIA
Indirizzo della Curia:
Piazza Duomo, 11
05100 Terni (TR)
Recapiti:
Tel. 0744 546511
Fax. 0744 546554
E-mail: info@diocesitna.it
Sito diocesano
Dati relativi alla diocesi:
Superficie in Kmq*: 871
Abitanti**: 161.862
Parrocchie**: 81
Numero dei sacerdoti secolari*: 96
Numero dei sacerdoti regolari*: 43
Numero dei diaconi permanenti*: 24

(*) Fonte: Annuario Pontificio, edizione 2010
(**) Fonte: archivio dell'Istituto Centrale per il sostentamento del clero, aggiornamento mensile

mercoledì 5 gennaio 2011

ANNUNZIO DEL GIORNO DELLA PASQUA




Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata
e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.
Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo
e viviamo i misteri della salvezza.
Centro di tutto l'anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso,
sepolto e risorto, che culminerà
nella domenica di Pasqua il 24 aprile 2011.
In ogni domenica, Pasqua della settimana,
la santa Chiesa rende presente questo grande evento
nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.
Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:
Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 9 marzo.
L'Ascensione del Signore, il 5 giugno.
La Pentecoste, il 12 giugno.
La prima domenica di Avvento, il 27 novembre.
Anche nelle feste della santa Madre di Dio,
degli Apostoli, dei Santi e nella commemorazione dei fedeli defunti,
la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.
A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia,
lode perenne nei secoli dei secoli. Amen.

DON MARIO CHIOVINI


E’ tornato alla Casa del Padre 
Intorno alle ore 11.30 di martedì 4 gennaio, a causa di un improvviso malore, si è spento nella sua canonica don Mario Chiovini, parroco di Pila (frazione di Perugia). Don Mario avrebbe compiuto il prossimo 20 febbraio sessantaquattro anni. La notizia si è diffusa con rapidità tra i suoi parrocchiani ed i suoi confratelli.

39 ANNI DI SACERDOZIO

15 Dicembre 2005




















Gli abitanti di Pila  ancora increduli di quanto è accaduto commentano:
«Siamo molto scossi per la perdita del nostro parroco don Mario. Era affabile con tutti noi, ci trasmetteva serenità anche per il suo carattere pacato, era un punto di riferimento umano e spirituale per molti. Non è una frase di circostanza dire che ci mancherà molto».

«Era l’amico di tutti e molto benvoluto dalla sua comunità parrocchiale, da sempre vicino ai fanciulli, ai giovani e alle famiglie, ma soprattutto era particolarmente vicino alle persone malate e sofferenti. Non è un caso che ricevette l’ordinazione presbiterale nella chiesa dell’Istituto “Don Guanella” in Perugia». A sottolinearlo è don Francesco Buono, parroco moderatore dell’Unità pastorale di Castel del Piano-Pila, una nuova Unità pastorale costituita lo scorso mese di ottobre dall’arcivescovo mons. Bassetti, della quale don Mario Chiovini era stato nominato parroco solidale in qualità di parroco di Pila.  L’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti si è recato a Pila nel primo pomeriggio a rendere omaggio alla salma, raccogliendosi in preghiera con i suoi cari, i sacerdoti diocesani e i numerosi fedeli accorsi in parrocchia.

La messa di resurrezione sarà celebrata dall'Arcivescovo di Perugia, Mons.Gualtiero Bassetti oggi Mercoledì alle ore 15,00 nella Chiesa Parrochiale di Pila.
Al termine del rito funebre la cara salma verrà tumulata nel Cimitero di San Martino Delfico.

venerdì 26 novembre 2010

A V V E N T O 2 0 1 0

Fratelli, oggi inizia il tempo d'Avvento e nello stesso tempo un nuovo Anno liturgico. L’Avvento è particolarmente indicato per commemorare l’iniziativa straordinaria di Dio di visitarci e salvarci.
Colui che viene è sempre Gesù, non attendiamo un altro Salvatore. In lui infatti si compie tutto ciò che cerchiamo e aneliamo. Per questo, Avvento è preparare le vie del Signore; è fare posto nel nostro intimo a Dio e a Gesù perché possano essere sempre più parte di noi.
Nelle quattro settimane d’Avvento prepariamoci a celebrare come si conviene il Natale di Dio.




venerdì 22 ottobre 2010

L'AZIONE CATTOLICA INCONTRA IL PAPA

Ma che cosa si farà il 30 ottobre a Roma?!
Siete curiosi vero??!! Ecco allora i vari momenti della festa...

Piazza S. Pietro ci accoglierà tutti fin dal buon mattino, ragazzi e giovanissimi per vivere insieme la mattinata tra canti, balli, preghiere e testimonianze, in attesa di incontrare un invitato speciale che desidera fare festa e mettersi in dialogo con noi... il Santo Padre Benedetto XVI!!
Il pomeriggio invece ci sposteremo: l'Acr farà festa in Villa Borghese, mentre i Giovanissimi saranno in piazza del Popolo per valorizzare ciascuno il proprio arco d'età in modo eccezionale!!
La festa si concluderà il tardo pomeriggio per permettere poi con tranquillità le partenze per il ritorno a casa.

Programma bambini e ragazzi

Il programma dettagliato del pomeriggio per i bambini e i ragazzi

C’è di più… a Villa Borghese e Piazza di Siena!

14.30 Direttamente dal Viale Washington, arrivi e accoglienza in Villa BorgheseAd attendere i bambini e i ragazzi ci saranno tantissime sorprese!

15.00 Prima parte: Villa Borghese

I bambini e i ragazzi avranno, per prima cosa, la possibilità di incontrarsi e gemellarsi con altri gruppiprovenienti da diverse parti d’Italia (secondo le indicazioni che forniremo a breve a tutte le diocesi) inalcune aree ben delimitate.Saranno poi chiamati a sfoderare tutta la loro abilità fisica per raggiungere piazza di Siena, attraverso un percorso molto particolare lungo le strade della villa, e incontreranno degli amici speciali, con cui sarà possibile farsi fotografare.

Programma giovanissimi
Il programma dettagliato del pomeriggio per i giovanissimi
C’è di più… a Piazza del Popolo!

14.00 Accoglienza in Piazza del Popolo

Animazione e musica dal vivo con il coro gospel dell'AC di Lecce LecC'è di + Gospel Choir
-Simona Atzori, ballerina e pittrice italiana
-Cesare Prandelli, allenatore della nazionale italiana di calcio
-Luca Zingaretti, attore italiano
-Pietro Napolano, cantante dei pQuadro, classificato al terzo posto al Festival di Sanremo 2007
-don Luigi Ciotti, sacerdote italiano molto attivo nella lotta contro la mafia, fondatore dell'Associazione Libera
-La band Suoni Fuori le Mura di Gaeta curerà gli intervalli musicali.

17.30 Saluti e concerto finale con la band Suoni Fuori le Mura
16.00 Seconda parte: Piazza di Siena
17.00 Saluti e sorpresa finale

Bambini e ragazzi ci ritroveremo tutti insieme sotto il palco di piazza di Siena per fare festa, in stile A.c.r. Grazie all’aiuto di alcuni amici e di una band speciale, i bambini e i ragazzi saranno chiamati a dare il meglio di loro, con inni, canti e musica… tutto targato A.c.r.
Ad accompagnarli in questa avventura non saranno soli, ma avranno lì sul palco anche i responsabili e gli assistenti nazionali degli ultimi anni e gli amici venuti dalla Russia per presentare l’Iniziativa di Pace del prossimo anno.

SARANNO PRESENTI ALLA MANIFESTAZIONE ANCHE TANTI GRUPPI DI AZIONE CATTOLICA  RAGAZZI E GIOVANISSI DELLA NOSTRA DIOCESI PERUGINA

BUONA PARTECIPAZIONE A TUTTI

venerdì 15 ottobre 2010

UN SUSSIDIO DI PREGHIERA PER I GIOVANI LUNGO UN ANNO -SEGUIMI-

Un sussidio di preghiera che accompagni i giovani per un anno con un titolo emblematico “Seguimi”: è l’iniziativa del Servizio nazionale Cei per la pastorale giovanile (Snpg) Il volume,propone un cammino di meditazione e preghiera di settimana in settimana, di domenica in domenica lungo tutto l’anno liturgico, attraverso molteplici spunti spirituali:letture della Parola di Dio, testimonianze di giovani, un cammino catechistico settimanale, scritti di Benedetto XVI e del magistero, proposte di impegni di carità e servizio, intenzioni di preghiera, l’intero libro dei salmi e altro Tutto questo in un anno, come il 2011, in cui verranno celebrati eventi come la XXVI Giornata mondiale della gioventù a Madrid e il Congresso eucaristico nazionale ad Ancona.
Il libro sarà disponibile nelle librerie cattoliche dal 25 ottobre oppure presso l’editore a prezzi molto contenuti: Mediagraf Spa, modulo d’ordine scaricabile da www.chiesacattolica.it/giovani oppure www.gmg2011.it.